di Angela Fazzone 2ªSA1 ed Emanuele Morone 2ºSA2 – Foto a cura di Alessandra Dau 2ªSA1 –
Località turistica? Area picnic? Discoteca? Questi sono i principali motivi per cui il territorio del Grassano e di Monte Pugliano è maggiormente noto, ma siamo a conoscenza della reale importanza delle bellezze naturali che ci circondano? Grazie all’escursione di sabato 16 ottobre svolta a conclusione del modulo 0 che ci ha permesso di rivedere gli argomenti dell’anno precedente (nello specifico le scienze della terra), con il Prof. Giancarlo Simone, ci è stato possibile esplorare e osservare fenomeni idrogeologici e carsici presenti nelle vicine zone di Telese Terme, San Salvatore Telesino e Castelvenere. Monte Pugliano è un rilievo di origine calcarea, caratterizzato da una fitta vegetazione ed eventi di carsismo, i quali hanno portato alla formazione delle cosiddette doline, note alle persone dei territori circostanti con il nome di “puri”. La nascita di queste ampie caverne in progressivo mutamento è dovuta all’azione erosiva dell’acqua, la quale procura delle fratture nel suolo e a tutto il sistema roccioso del monte. Esse si trovano in uno stato di equilibrio precario perché al minimo movimento della roccia si estendono ulteriormente. Percorrendo il rilievo da est verso ovest, abbiamo osservato diverse doline, come il “Puro Piccolo”, con un dislivello di circa 80 metri dalla superficie e un altro puro ancora in fase di formazione, quindi di dimensioni minori rispetto agli altri, visibile da vicino. Mentre la dolina più grande che troviamo su monte Pugliano è il cosiddetto “Puro delle Mele” con una profondità che raggiunge i 185 metri. Su tutta la superficie del rilievo, il terreno è particolarmente asciutto, proprio perché appena l’acqua piovana raggiunge il suolo, essa si infiltra e scende verso il basso. Inoltre, abbiamo attraversato anche la quota morfologicamente più bassa, di contatto tra monte Pugliano e il Quaternario: da lì l’acqua raggiunge le prime sorgenti del Grassano. Il Grassano è una risorsa fondamentale per il nostro territorio e pur non essendo un fiume molto lungo, è caratterizzato da una significativa portata. Inizialmente le sorgenti non sono numerose, ma spostandosi di solo pochi metri, possiamo notare quanta acqua esso trasporta: parliamo di circa 5 metri cubi d’acqua al secondo. Quest’anno in particolare, nonostante circa sei mesi di siccità, la portata del corso d’acqua mantiene una notevole quantità. C’è da aggiungere però, che una buona percentuale d’acqua proviene dalla profonda falda del massiccio del Matese. Dopo più di un anno trascorso in didattica a distanza, quest’escursione naturalistica ci ha riavvicinato all’osservazione diretta della meravigliosa natura che ci circonda.















