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Le classi III B,
III C, III D, IV D, V A scientifico e III B
classico salpano alla volta di Barcellona,
accompagnate dai prof. Chiavelli, Federico,
Forgione, Masotta, Pilato e Volpe
Un mare di sogni
separa l'Italia dalla Spagna,una sottile
striscia di velluto sformata dalle onde. Il sole
all'orizzonte si specchia tra la spuma, prima di
annegare sullo sfondo. Si accendono le prime
luci, poi un fischio di vento. Ci siamo, siamo
pronti per partire.'Benvenuti a bordo'. Dietro
di noi i ricordi di una vita. Davanti le
speranze del futuro, l'euforia della novità,
l'ebbrezza del momento. Poi c'è Barcellona.

Barcellona è la
capitale della Catalogna, la seconda città più
importante della Spagna. Il porto turistico
d'élite, il centro dell'intercultura come
coesione sociale, dove la diversità è ricchezza
e voglia di sperimentare. Barcellona è un po'
figlia del mondo e madre del tempo, con quel suo
essere multietnica che la caratterizza ormai da
molti anni. Più di 20 secoli di storia dal primo
accampamento dei romani: un'altalena di
rinascite e regressioni che colora Barcellona,
che l'arte ricorda e testimonia. Una girandola
di artisti e di generazioni, dal gotico al
barocco, fino al modernismo che è di quel genio
di Gaudì. Barcellona sembra non portare addosso
le cicatrici della guerra nonostante i
bombardamenti, Barcellona lascia trasparire
ovunque il suo sorriso, abbraccia senza
discriminazione chiunque si presenta al suo
cospetto, all'aperto, in centro, nelle grandi
piazze alberate o nelle lunghe strade delle
Ramblas. Sia di giorno che di notte. I
marciapiedi sempre colmi di persone, ai lati i
negozi e le boutique, giornalai, ristoranti,
fiorai, mendicanti, musicisti, pittori,
fumettisti, baristi, intrattenitori, promotori,
truffatori. La città serba con gelosia di
puntiglio ogni aspetto della Vita, senza
nascondere alcunché e senza recriminare chissà
cosa. È un universo in scala, un poema in versi,
una riserva di umanità, la palla di vetro che
sigilla i sospiri e i sogni di tutti i
viaggiatori, abbellendoli di coriandoli e
canzoni. É la Barcellona di Gaudì, di Vázquez,
di Joan Miró, di Vanessa Incontrada.
2 giorni per
visitare uno dei palcoscenici più conosciuti del
pianeta, 2 giorni ad assaporare le bellezze e i
segreti della zona; dal municipio del consiglio
comunale al Palau della musica Catalana, dalla
“Ciutata Vella” a Casa Batlo, da parco Guell
alla collina del Montjuic, fino al museo di
Picasso, passando per la trascendente e
incommensurabile Sagrada Familia, il Camp Nou e
la cattedrale di Sant'Eulalia. Un misto di
divertimento e lezioni sul campo, un excursus
culturale e innovativo. Un mare di sogni e un
mare di emozioni.
Barcellona è il
viaggio perfetto circolare: la gioia della
partenza e la gioia del ritorno. Con una
precisazione: le persone non fanno i viaggi,
sono i viaggi che fanno le persone.

“Le città sono un
insieme di tante cose: di memoria, di desideri,
di segni d’un linguaggio; le città sono luoghi
di scambio, come spiegano tutti i libri di
storia dell’economia, ma questi scambi non sono
soltanto scambi di merci, sono scambi di parole,
di desideri, di ricordi” (Italo Calvino) |