22 febbraio 2012

 

 

Un Mare di Sogni.

 13-17 febbraio.

di Matteo Di Donato

 diario di bordo  

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Le classi III B, III C, III D, IV D, V A scientifico e III B classico salpano alla volta di Barcellona, accompagnate dai prof.  Chiavelli, Federico, Forgione, Masotta, Pilato e Volpe

Un mare di sogni separa l'Italia dalla Spagna,una sottile striscia di velluto sformata dalle onde. Il sole all'orizzonte si specchia tra la spuma, prima di annegare sullo sfondo. Si accendono le prime luci, poi un fischio di vento. Ci siamo, siamo pronti per partire.'Benvenuti a bordo'. Dietro di noi i ricordi di una vita. Davanti le speranze del futuro, l'euforia della novità, l'ebbrezza del momento. Poi c'è Barcellona.

Barcellona è la capitale della Catalogna, la seconda città più importante della Spagna. Il porto turistico d'élite, il centro dell'intercultura come coesione sociale, dove la diversità è ricchezza e voglia di sperimentare. Barcellona è un po' figlia del mondo e madre del tempo, con quel suo essere multietnica che la caratterizza ormai da molti anni. Più di 20 secoli di storia dal primo accampamento dei romani: un'altalena di rinascite e regressioni che colora Barcellona, che l'arte ricorda e testimonia. Una girandola di artisti e di generazioni, dal gotico al barocco, fino al modernismo che è di quel genio di Gaudì. Barcellona sembra non portare addosso le cicatrici della guerra nonostante i bombardamenti, Barcellona lascia trasparire ovunque il suo sorriso, abbraccia senza discriminazione chiunque si presenta al suo cospetto, all'aperto, in centro, nelle grandi piazze alberate o nelle lunghe strade delle Ramblas. Sia di giorno che di notte. I marciapiedi sempre colmi di persone, ai lati i negozi e le boutique, giornalai, ristoranti, fiorai, mendicanti, musicisti, pittori, fumettisti, baristi, intrattenitori, promotori, truffatori. La città serba con gelosia di puntiglio ogni aspetto della Vita, senza nascondere alcunché e senza recriminare chissà cosa. È un universo in scala, un poema in versi, una riserva di umanità, la palla di vetro che sigilla i sospiri e i sogni di tutti i viaggiatori, abbellendoli di coriandoli e canzoni. É la Barcellona di Gaudì, di Vázquez, di Joan Miró, di Vanessa Incontrada.

2 giorni per visitare uno dei palcoscenici più conosciuti del pianeta, 2 giorni ad assaporare le bellezze e i segreti della zona; dal municipio del consiglio comunale al Palau della musica Catalana, dalla “Ciutata Vella” a Casa Batlo, da parco Guell alla collina del Montjuic, fino al museo di Picasso, passando per la trascendente e incommensurabile Sagrada Familia, il Camp Nou e la cattedrale di Sant'Eulalia. Un misto di divertimento e lezioni sul campo, un excursus culturale e innovativo. Un mare di sogni e un mare di emozioni.

Barcellona è il viaggio perfetto circolare: la gioia della partenza e la gioia del ritorno. Con una precisazione: le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone.

“Le città sono un insieme di tante cose: di memoria, di desideri, di segni d’un linguaggio; le città sono luoghi di scambio, come spiegano tutti i libri di storia dell’economia, ma questi scambi non sono soltanto scambi di merci, sono scambi di parole, di desideri, di ricordi” (Italo Calvino)