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Nell’ultimo week-end dell’entusiasmante
viaggio-studio britannico abbiamo riscoperto la
gloria romana di 2000 anni fa attraverso
l’antico, mistico e suggestivo paesaggio di Bath.
I resti dell’eccezionale struttura termale
attraggono ogni anno migliaia di turisti in quel
che ancor oggi sopravvive dell’antica Aquae
Sulis, nome latino della città in onore di Sulis
Minerva.
I
Romani, colonizzatori per eccellenza,
ritrovarono nel flusso di acqua calda della
città una parte della loro terra di origine.
Bath era parte integrante della provincia
britannica, conquistata nel 43 dall’imperatore
Claudio ma già oggetto di spedizioni da parte di
Giulio Cesare che non volle o non seppe
sottomettere la popolazione locale nonostante
l’ostentata disobbedienza nei confronti di Roma.
All’imperatore Claudio, dunque, il compito di
colonizzare il territorio britannico e di dare
avvio a ben cinque secoli di dominazione romana.
I segni tangibili della presenza romana si
notano proprio nelle antiche Terme di Bath, che
da semplici fiumiciattoli utili ai barbari
divennero un luogo dove rilassarsi e usufruire
delle proprietà terapeutiche delle acque.
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Le
Terme, però, erano anche un luogo di vita
sociale, dove fare affari, giocare d’azzardo,
partecipare a giochi o assistere a spettacoli.
Dopo che i Romani abbandonarono Bath, le Terme
furono sommerse dal fango per molto tempo, fin
quando, intorno all’anno mille, l’eco delle
proprietà terapeutiche delle acque giunse al
vescovo John de Villula, che fece costruire una
nuova piscina, la “King’s Bath” sui resti della
vasca originale. Gli storici del tempo
raccontano episodi di malcostume e nudità, che
trasformarono i bagni in un luogo di
dissolutezza nonostante l’intento del vescovo
fosse stato quello di garantire beneficio agli
ammalati.
Esse rappresentano ancora oggi le uniche terme
naturali del Regno Unito. A dare vita
all’incantevole complesso contribuiscono tre
piccole vasche, una sorgente d’acqua calda, la
piscina principale circondata dalle statue dei
governatori romani e il museo. Al suo interno,
ciò che desta più attenzione è il magnifico
tempio dedicato a Sulis Minerva. La struttura fu
edificata nel cortile all’aperto ed era sorretta
da quattro massicce colonne. Ciò che rimane del
frontone è una spaventosa testa, fusione della
dea marina e di una gorgone, che domina sugli
altri elementi.
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La
presenza di un tempio, ma anche il fatto stesso
che il nome sia dedicato a una dea, testimonia
l’importanza della religione nella società
romano-britannica. Numerosi erano, infatti, i
pellegrini che speravano nell’effetto curativo
dell’acqua e che gettavano in una delle vasche
offerte votive, quali gioielli, monete e
richieste d’aiuto incise sul piombo. Intorno
alle Terme e al suo Tempio si radunò una società
benestante e privilegiata, che guardava con
occhi ammirati Roma e cercava di emularla
attraverso l’arte e l’architettura; esempio di
ciò è il Circus, una perfetta struttura
circolare progettata da John Wood e ispirata al
Colosseo.
A
legare i due edifici è la leggenda del principe
Bladud. Malato di lebbra fu guarito dalle acque
dopo averne testato la riuscita su dei maiali,
ai quali sono ispirate le decorazioni dei
balconi del Circus.
Tante sono le leggende legate a Bath e alle sue
Terme, al misticismo nascosto tra palazzi
storici e gallerie, all’aria antica e allo
stesso tempo moderna che si respira tra aiuole
colorate e raffinate boutique. Oggi i bagnanti
possono nuovamente immergersi nell’acqua
minerale naturale all’interno del lussuoso
centro termale SPA, adiacente alle antiche Terme
romane.
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