11 ottobre 2011

 

 

Un “tuffo” in Britannia

di Lucia Di Paola, Alida Iagrossi                               >fotogallery

Nell’ultimo week-end dell’entusiasmante viaggio-studio britannico abbiamo riscoperto la gloria romana di 2000 anni fa attraverso l’antico, mistico e suggestivo paesaggio di Bath. I resti dell’eccezionale struttura termale attraggono ogni anno migliaia di turisti in quel che ancor oggi sopravvive dell’antica Aquae Sulis, nome latino della città in onore di Sulis Minerva.

I Romani, colonizzatori per eccellenza, ritrovarono nel flusso di acqua calda della città una parte della loro terra di origine. Bath era parte integrante della provincia britannica, conquistata nel 43 dall’imperatore Claudio ma già oggetto di spedizioni da parte di Giulio Cesare che non volle o non seppe sottomettere la popolazione locale nonostante l’ostentata disobbedienza nei confronti di Roma.

All’imperatore Claudio, dunque, il compito di colonizzare il territorio britannico  e di dare avvio a ben cinque secoli di dominazione romana. I segni tangibili della presenza romana si notano proprio nelle antiche Terme di Bath, che da semplici fiumiciattoli utili ai barbari divennero un luogo dove rilassarsi e usufruire delle proprietà terapeutiche delle acque.

 

Le Terme, però, erano anche un luogo di vita sociale, dove fare affari, giocare d’azzardo, partecipare a giochi o assistere a spettacoli. Dopo che i Romani abbandonarono Bath, le Terme furono sommerse dal fango per molto tempo, fin quando, intorno all’anno mille, l’eco delle proprietà terapeutiche delle acque giunse al vescovo John de Villula, che fece costruire una nuova piscina, la “King’s Bath” sui resti della vasca originale. Gli storici del tempo raccontano episodi di malcostume e nudità, che trasformarono i bagni in un luogo di dissolutezza nonostante l’intento del vescovo fosse stato quello di garantire beneficio agli ammalati.

Esse rappresentano ancora oggi le uniche terme naturali del Regno Unito. A dare vita all’incantevole complesso contribuiscono tre piccole vasche, una sorgente d’acqua calda, la piscina principale circondata dalle statue dei governatori romani e il museo. Al suo interno, ciò che desta più attenzione è il magnifico tempio dedicato a Sulis Minerva. La struttura fu edificata nel cortile all’aperto ed era sorretta da quattro massicce colonne. Ciò che rimane del frontone è una spaventosa testa, fusione della dea marina e di una gorgone, che domina sugli altri elementi.

 

La presenza di un tempio, ma anche il fatto stesso che il nome sia dedicato a una dea, testimonia l’importanza della religione nella società romano-britannica. Numerosi erano, infatti, i pellegrini che speravano nell’effetto curativo dell’acqua e che gettavano in una delle vasche offerte votive, quali gioielli, monete e richieste d’aiuto incise sul piombo. Intorno alle Terme e al suo Tempio si radunò una società benestante e privilegiata, che guardava con occhi ammirati Roma e cercava di emularla attraverso l’arte e l’architettura; esempio di ciò è il Circus, una perfetta struttura circolare progettata da John Wood e ispirata al Colosseo.

A legare i due edifici è la leggenda del principe Bladud. Malato di lebbra fu guarito dalle acque dopo averne testato la riuscita su dei maiali, ai quali sono ispirate le decorazioni dei balconi del Circus.

Tante sono le leggende legate a Bath e alle sue Terme, al misticismo nascosto tra palazzi storici e gallerie, all’aria antica e allo stesso tempo moderna che si respira tra aiuole colorate e raffinate boutique. Oggi i bagnanti possono nuovamente immergersi nell’acqua minerale naturale all’interno del lussuoso centro termale SPA, adiacente alle antiche Terme romane.